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Storia di Bastia Mondovì

Una necropoli di epoca imperiale romana è stata rinvenuta durante i lavori per la costruzione della strada di fondovalle Tanaro, in particolare nei pressi della chiesa di San Fiorenzo.
La scomparsa pieve di Santa Maria di Carassone era sorta nel VI-VII secolo.
In quello che era l’antico Caraxone, oggi noto come frazione Villero, esisteva un nucleo fortificato, posto su uno sperone naturalmente protetto dal fiume Tanaro. La potenza dei signori di Carassone fu contrastata alla fine del XII secolo dalla nascita del comune di Mondovì. Carassone ne costituì un terziere che ebbe come santo patrono sant'Andrea. Nel XIII secolo i signori di Carassone, per controllare meglio il corso del Tanaro e garantirsi dagli attacchi degli altri signori feudali, costruirono sulla sponda opposta del Tanaro, a difesa dell'abitato di Alma un baluardo, (in latino medioevale “bastitta”) poi ulteriormente fortificato.
Nell’ambito delle successive ostilità tra il nuovo libero comune di Mondovì e il signore di Bastia, quest'ultimo accettò di risiedere a Mondovì. Con la pace del 22 marzo 1300, Bastia divenne una villa convenzionata con Mondovì, seguendone le vicissitudini politico-amministrative.
Il castello fu distrutto nel 1303 a seguito della sconfitta dei Bressani, da parte dei monregalesi, mentre le ultime due torri furono abbattute, probabilmente il 22 settembre 1684; di questo castello restano alcuni ruderi. Dal 1388 il comune di Bastia Mondovì fa parte della diocesi di Mondovì.
Nel 1409 fu affidata alla famiglia Della Torre.
Con un decreto del 14 luglio, 1698, a seguito della guerra del sale, scoppiata tra i monregalesi e i Savoia, il duca Vittorio Amedeo II sancì lo smembramento del distretto di Mondovì e costituì, l'anno seguente, tredici nuovi comuni, tra i quali Bastia Mondovì.
Nel novembre 1994 il comune ha subito pesanti danni a seguito dello straripamento del fiume Tanaro.