Bastia Mondovì: cenni storici
Il nucleo primitivo si insediò nella zona compresa tra i torrenti Ellero, Branzola e il fiume Tanaro, per evidenti motivi di approvvigionamenti idrici, area che corrisponde all'attuale Località Villero (altopiano naturale) dove verso l'anno 900 – 1000 sorse un importante insediamento abitativo, chiamato Caraxone, che venne munito di Castello e cinta muraria con all'interno le case e la prima cappella dedicata a S. Andrea.
I signori di Caraxone, che dipendevano dal Vescovo di Asti, costruirono successivamente una Pieve dedicata a S. Maria gestita a lungo da una Comunità di Benedettini, abbandonata dopo la soppressione di questi ordini da parte di Napoleone, e demolita definitivamente nell'anno 1873. Questa pieve è menzionata, nell'anno 1041, in un diploma dell'Imperatore Enrico III a favore del Vescovo di Asti.
Verso la fine del 1100, per meglio controllare i possedimenti che si erano estesi lungo la vallata del Tanaro, i signori di Caraxone fabbricarono sulla sponda destra del fiume un baluardo di difesa (bastita) dal quale deriverà l'attuale paese: Bastia.
Nel 1198, anche a causa degli scontri con i vessatori Vescovi di Asti, stanchi delle continue battaglie e dei pesanti tributi, una parte degli abitanti dell'antico Caraxone, con altri di Vico e Vasco, fondarono la libera città di Montis Regalis (Mondovì), insediandosi nell'attuale rione Piazza.
A Mondovì Piazza i Caraxonesi costruirono la Chiesa di S. Andrea e il campanile divenuto poi la torre dei Bressano, potente famiglia che estese il suo dominio sulle terre limitrofe, inglobando il vecchio Caraxone e la nuova Bastia.
Nel 1300 Bastia era “Villa convenzionata di Mondovì” alla quale, come scrivono gli storici, “dopo averla fondata le si sottomise portandole obbedienza per interi secoli”.
Nel 1416 Bastia fu ceduta dalla città di Mondovì ai Savoia, varie famiglie la dominarono: i Giano, i Della Torre che furono i committenti degli affreschi della Chiesa di S. Fiorenzo (1472), i Pesines, i De Viri, i Vasco. Con un decreto del 14 luglio 1698 il duca Vittorio Amedeo II sanciva lo smembramento del Distretto di Mondovì e costituiva, l'anno seguente, tredici nuovi Comuni, tra i quali Bastia.
Subito sorgevano problemi a livelli amministrativo e economico, correlati alla guerra del sale, avendo Bastia perso l'esenzione dal pagamento della gabella. Le sommosse e le rivolte popolari che ne seguirono furono soffocate dalle truppe del duca che, con due editti del 1699, decretò la deportazione delle famiglie ribelli nel vercellese e la condanna a morte dei capi della protesta.
Il massimo della popolazione si è avuta nel 1921, con 1317 persone.
L'economia prevalente è quella agricola con coltivazioni mais, grano, foraggio, frutteti (nocciole e pesche), vigneti (dolcetto e barbera doc) e allevamento di bovini. |